{"id":11711,"date":"2020-12-12T18:28:53","date_gmt":"2020-12-12T17:28:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.integrazioneposturale.com\/wp134\/?p=11711"},"modified":"2020-12-18T19:59:45","modified_gmt":"2020-12-18T18:59:45","slug":"cefalea-psicogena","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.integrazioneposturale.com\/wp134\/cefalea-psicogena\/","title":{"rendered":"Cefalea psicogena"},"content":{"rendered":"\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Quando la testa fa male per i pensieri<\/h3>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Dr. Massimo Soldati<\/h5>\n\n\n\n<p>Un approccio maturo al vasto e complesso mondo delle cefalee primarie non pu\u00f2 prescindere da una prospettiva integrale nella quale vengono tenuti in considerazione una molteplicit\u00e0 di punti di osservazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Un eminente studioso quale Ken Wilber propone un modello di buona scienza nel quale vengano esaminate e confrontate almeno quattro visioni, che sono quella soggettiva ed oggettiva, nella loro accezione singolare e plurale. Questo \u00e8 conosciuto come modello AQAL (All Quadrants All Levels) nel quale un evento \u00e8 sviluppato secondo i quattro quadranti di un diagramma, che rappresentano le prospettive citate, ed anche secondo le linee evolutive di ciascuna.(Wilber, 2000) Un evento patologico pu\u00f2 ad esempio essere osservato dal punto di vista della psicologia del profondo, che ricerca le implicazioni soggettive caratteristiche della persona, dal quello della medicina che misura soprattutto la oggettivit\u00e0 della evidenza clinica, da quello antropologico culturale o sociologico, che tiene conto delle variabili culturali collettive che influenzano l&#8217;evento, e da quello pi\u00f9 ampiamente ecologico, che osserva come la organizzazione del nostro ambiente determini gli stati di salute o malattia.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche nelle scienze dure quali la fisica si sta facendo strada la necessit\u00e0 di una integrazione tra pi\u00f9 modelli. La fisica classica esamina il modo basandosi su dati oggettivi ed una logica basata sul principio di causa &#8211; effetto, nel quale lo spazio ed il tempo sono fissi, l&#8217;osservatore \u00e8 neutrale e vale la logica di A o non A. La nuova fisica quantistica porta invece delle soluzioni che coinvolgono maggiormente l&#8217;aspetto soggettivo, secondo una logica che pu\u00f2 apparire paradossale, nella quale \u00e8 valido sia A che non A, l&#8217;osservatore modifica la realt\u00e0 e vi possono essere interazioni non locali tra oggetti quantistici, cio\u00e8&nbsp; istantanee ed indipendenti dalla distanza che li separa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La Psicologia della Gestalt ha molto studiato questo tipo di modello soggettivo, nel quale la percezione \u00e8 fortemente influenzata dalle caratteristiche interne del percettore, il quale organizza la realt\u00e0 secondo suoi criteri ed arriva a costruire una visione.<\/p>\n\n\n\n<p>Se esaminiamo il problema delle cefalee primarie da questo primo versante, dei quadranti soggettivi, dobbiamo tenere conto dei corposi studi psicodinamici compiuti nella tradizione psicoanalitica. Sifneos ad esempio descrive il paziente psicosomatico come <em>alessitimico<\/em>, cio\u00e8 incapace di dare parole alle emozioni. Sono pazienti che non hanno capacit\u00e0 espressive relative agli affetti, sono tristi ad esempio, ma non contattano ed esprimono la loro tristezza. La stessa lontananza tra corpo e psiche viene descritta da Marty, che sottolinea la caratteristica del paziente psicosomatico di avere un <em>pensiero<\/em> di tipo <em>operativo <\/em>(pens\u00e9e op\u00e9ratoire), cio\u00e8 una ridotta capacit\u00e0 di simbolizzazione, accompagnata da una povert\u00e0 della vita fantasmatica. Egli deve essere aiutato in questa incapacit\u00e0 di gestire ed elaborare i conflitti a livello mentale, tanto \u00e8 che Marty stesso propone di riattivare in esso delle fantasie guidate a scopo terapeutico. (Marty, 1971)<\/p>\n\n\n\n<p>Bahnson chiarifica ulteriormente questa polarit\u00e0 mente corpo proponendo con la sua teoria della complementariet\u00e0 psicofisiologica il concetto che psiche e soma siano due vie alternative prese dal paziente di fronte agli eventi stressanti. Bahnson si chiede come mai solo alcune persone ammalano se sottoposte ad eventi stressanti e ritiene che la risposta possa venire dal fatto che alcuni reagiscono regredendo lungo la via somatica, mentre altri lungo quella psichica. La regressione psicologica, basata su difese quali la proiezione e lo spostamento, tende a salvare l&#8217;organismo a spese dell&#8217;aspetto psichico e relazionale, mentre la regressione somatica, basata su difese pi\u00f9 potenti quali la rimozione e la negazione, conserva un efficace adattamento esterno a spese della integrit\u00e0 fisica, risultando in una scarica somatica interna. (Bahnson, 1969)<\/p>\n\n\n\n<p>Dall&#8217;esame di questi studi si comprende come l&#8217;approccio psicodinamico ci mostri la via di una ricomposizione della unit\u00e0 mente corpo portando l&#8217;attenzione del paziente, nel caso di turbe psicosomatiche, verso la presa di coscienza del contenuto psichico che non \u00e9 percepito, oppure con cui non si ha familiarit\u00e0, od anche che \u00e8 stato escluso dalla sfera della coscienza. Questa corrente tende ad orientarsi perci\u00f2 verso l&#8217;asse della comprensione, del significato.<\/p>\n\n\n\n<p>Se andiamo ad esaminare i quadranti di destra, cio\u00e8 una visione pi\u00f9 centrata sull&#8217;esame obiettivo e misurabile del comportamento, sulle modalit\u00e0 e sul come, troviamo una quantit\u00e0 di altri studi che ci mostrano una stretta correlazione tra lo stress e le sindromi cefalgiche. Gli eventi stressogeni della vita (life stress events) possono essere scatenanti degli episodi di cefalea in persone predisposte. Possiamo valutare la possibile incidenza dei principali eventi stressanti facendo riferimento alla ben conosciuta Scala di Holmes e Rahe, che li classifica dando un punteggio indicante il loro potenziale stressogeno. E&#8217; da notare che accanto ad eventi chiaramente dolorosi quali la morte di congiunti, il divorzio o la malattia sono classificati eventi ritenuti comunemente positivi, quali un grosso successo professionale, le vacanze, le feste natalizie. Questo ci fa intendere come la correlazione forte sia non tanto con il tipo di evento, ma con le strategie adattive che la persona \u00e8 stata capace di mettere in atto. Vi sono vari stili di fronteggiamento ed adattamento (coping) alle situazioni stressogene che ne determinano psicologicamente le ripercussioni pi\u00f9 o meno positive sulla persona. Alcuni stili sono pi\u00f9 funzionali di altri, ad esempio di fronte ad un problema lo <em>stile attenzionale<\/em>, nel quale la energia viene impiegata nella direzione della soluzione dello stesso, \u00e8 generalmente pi\u00f9 efficace rispetto a quello di <em>evitamento<\/em>, nel quale si cerca di distaccarsi dalla situazione; in una situazione di dipendenza, ad esempio durante una riabilitazione ospedaliera, \u00e8 pi\u00f9 funzionale un stile di <em>coping<\/em> <em>attivo<\/em>, che partecipa alla terapia, rispetto ad uno <em>delegante<\/em>, che non si coinvolge nel processo.<\/p>\n\n\n\n<p>La differenza tra i vari stili di coping si riflette direttamente sulla stessogenicit\u00e0 degli eventi, ponendo il discrimine tra un <em>eustress<\/em>, che pu\u00f2 essere rafforzante per chi lo subisce, oppure un <em>distress<\/em>, nel quale&nbsp; non c&#8217;\u00e8 buon adattamento e ad una reazione di allarme continuamente sollecitata non segue mai la risoluzione del conflitto, generando gravi ripercussioni psichiche e somatiche.<\/p>\n\n\n\n<p>Vi sono risultati abbastanza convergenti da un punto di vista temperamentale relativi alle cefalee primarie tra cui significativa \u00e8 la tendenza verso un basso indice di <em>sensation seeking<\/em>, cio\u00e8 il bisogno di esplorare e sperimentare situazioni nuove (Zuckerman, 1994) ed un alto indice invece di <em>harm avoidance<\/em>, la tendenza ad evitare gli stimoli avversivi. (Pini, 2006) Questo puo&#8217; farci pensare ad una possibile funzione protettiva delle cefalee nei confronti delle condizioni ambientali nuove o complesse. Se consideriamo la correlazione tra cefalea ed intelligenza, troviamo che le cefalee sono pi\u00f9 diffuse tra gli intellettuali (Timsit, 1975) che nel resto della popolazione. A questo possiamo dare una giustificazione psicodinamica nel senso di una inibizione della attivit\u00e0 mentale oppure di un &#8220;non voler capire&#8221; (Marty, 1975). Famoso \u00e8 lo studio riportato da Wolff sui missionari cefalalgici fatti prigionieri nel Pacifico dai giapponesi durante l&#8217;ultima guerra mondiale. La maggioranza di essi, pur sottoposti a torture a privazioni, non soffrirono di mal di testa durante tutto il periodo dell&#8217;internamento, inducendo nell&#8217;autore l&#8217;ipotesi che questo fosse dovuto allo sgravio dalle pesanti responsabilit\u00e0 implicite nella conduzione delle missioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Uno studio pi\u00f9 recente con un taglio evoluzionistico di Elisabeth Loder ci prospetta l&#8217;ipotesi che l&#8217;emicrania derivi da una sorta di sconnessione evolutiva data dalla discrepanza instauratasi tra lo sviluppo delle parti arcaiche del cervello e la neocorteccia che ha avuto un troppo celere sviluppo ed \u00e8 sottoposta ad un sovraccarico informativo. Ancora una volta il dolore emicranico potrebbe avere la funzione di inibire questo sovraccarico ed anche quella di proteggere nei confronti di condizioni ambientali nuove o complesse (Loder 2002).<\/p>\n\n\n\n<p>Da un punto di vista personologico un aiuto alla comprensione dei possibili meccanismi sottesi alla cefalea pu\u00f2 venire dallo studio di Oliver Sachs sui vari tipi di emicrania (Sachs,1992). Nel suo vasto studio sull&#8217;argomento egli esamina i correlati personologici delle emicranie abituali con una attenzione anche ai possibili vantaggi secondari impliciti. Dalla sua disamina emergono cinque tipi principali di emicrania. La <em>recuperativa<\/em>, presente soprattutto in soggetti ossessivi, perfezionisti, motivati al successo, avrebbe secondo l&#8217;autore una funzione sostitutiva del sonno e del riposo, permettendo la mai concessa e desiderata inattivit\u00e0. La emicrania <em>regressiva <\/em>si manifesta invece in soggetti Ipocondriaci avendo la funzione implicita di una richiesta di supporto e&nbsp; permettendo la manifestazione della dipendenza affettiva. Nella modalit\u00e0 <em>incapsulante o dissociativa<\/em>, pi\u00f9 tipica dei soggetti isterici, le tensioni emotive accumulate vengono isolate in un episodio emicranico, dando la possibilit\u00e0 di mantenere al di fuori dello stesso una efficienza operativa. Nelle emicranie <em>aggressive<\/em>, caratteristiche di soggetti che trattengono l&#8217;ostilit\u00e0, la funzione implicita va ricercata nella espressione della rabbia.&nbsp; Similmente in quelle <em>autopunitive <\/em>i soggetti masochisti trovano la possibilit\u00e0 di espiare l&#8217;onnipresente senso di colpa, rivolgendo l\u2019ostilit\u00e0 verso di s\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p>Si comprende la complessit\u00e0 dei meccanismi che possono essere sottesi da un punto di vista psicologico alla patogenesi della cefalea. La psicologia del profondo ha individuato da tempo alcuni insiemi di tratti che sono presenti nei pazienti cefalalgici. In un datato e famoso studio sul&#8217; emicrania del 1937 Harold Wolff li isola, interpretandoli&nbsp; come modelli disfunzionali di gestione dello stress. Essi sono: ambizione, elevata motivazione al successo, perfezionismo, efficienza, carico di responsabilit\u00e0, tendenza al dubbio ed alla ripetitivit\u00e0, bisogno di ordine, inflessibilit\u00e0, testardaggine, risentimento, permalosit\u00e0, corpo sentito come inadeguato, negazione delle proprie pulsioni, utilizzo del corpo per fini personali o dettati dalle necessit\u00e0 ambientali, parsimonia, risparmio, relazioni sociali formali, fatica, tensione, mancanza di spontaneit\u00e0 nella relazione, sessualit\u00e0 insoddisfacente, relazioni affettive segnate da&nbsp; dipendenza.<\/p>\n\n\n\n<p>E&#8217; stato criticato l&#8217;eccesso di tratti ed una certa contraddittoriet\u00e0, che&nbsp; definiscono da una parte una personalit\u00e0 di tipo A di Friedman e Rosenman (ambiziosa, aggressiva, competitiva) e dall&#8217;altra una personalit\u00e0 anale &#8211; masochista, cio\u00e8 ossessivo-compulsiva, tendente all&#8217;ordine, alla parsimonia ed al perfezionismo. (Pini, 2006)<\/p>\n\n\n\n<p>Dall&#8217;altra parte \u00e8 evidente che nei tratti sin qui delineati \u00e8 assai marcata&nbsp; un&#8217;altra variabile su cui molti studi sono concordi, e cio\u00e8 la gestione delle emozioni. Psicoanalisi ed altri approcci sottolineano la importanza della espressione ed inibizione delle emozioni. La repressione della rabbia e la sua introversione sono strettamente correlate alla cefalea sia secondo il modello psicoanalitico che privilegia la espressione della emozione secondo la ben nota metafora del circuito idraulico, sia secondo il modello cognitivo comportamentale che tiene maggior conto della necessit\u00e0 di una regolazione affettiva, nella quale eccesso e carenza sono disfunzionali.<\/p>\n\n\n\n<p>La Teoria dei 5 elementi della medicina tradizionale cinese potrebbe conciliare questi due punti di vista, in quanto dal suo punto di vista la corretta espressione di ogni emozione porta ad una regolazione retroattiva.<\/p>\n\n\n\n<p>Uno studio di Campbell (1996) pone l&#8217;accento su una realt\u00e0 che \u00e8 chiara ad ogni medico, e cio\u00e8 che il servizio sanitario \u00e8 intasato da pazienti che lamentano disturbi quali cefalea, mal di schiena, affaticamento, che derivano da problemi psicologici o psicosociali. Essi riportano che una spiegazione fisiologica dei sintomi pu\u00f2 essere trovata in meno della met\u00e0 dei casi, anche quando il paziente \u00e8 seguito da vicino. Questo pone il problema della necessit\u00e0 di una diagnosi differenziale&nbsp; per il medico, che includa la parte psicologica. Un diagnosi completa potrebbe venire dalla unione di una diagnosi psicosomatica ed una diagnosi clinica, fatte da due specialisti, oppure da un operatore che assommi in s\u00e9 le due competenze. I criteri principali da tenere presenti dal punto di vista psicosomatico sono:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>a) anamnesi familiare in relazione al disturbo<\/p>\n\n\n\n<p>b) storia personale con attenzione ad eventuali sintomi di nevrosi infantile<\/p>\n\n\n\n<p>c) ipersensibilit\u00e0 verso fattori emotivi, indagine su periodi cruciali (pubert\u00e0, matrimonio, parto, ecc.). Vedere anche qualit\u00e0 del sonno, disturbi funzionali dei principali apparati.<\/p>\n\n\n\n<p>d) traumi subiti (incidenti, violenze, lutti, abbandoni, separazioni, fallimenti)<\/p>\n\n\n\n<p>e) difficolt\u00e0 esistenziali ( vocazioni, insoddisfazioni, motivazioni, stili di vita)<\/p>\n\n\n\n<p>f) problemi psicosociali (integrazione nell&#8217;ambiente, relazione col prossimo, stress momentanei o prolungati, affermazione nel lavoro, mobbing)<\/p>\n\n\n\n<p>g) vita affettiva e sessualit\u00e0 (esistenza, soddisfazione, orientamento). (Giangregorio 1992, modificato ed ampliato dall&#8217;autore).<\/p>\n\n\n\n<p>Per il medico e l&#8217;operatore sanitario \u00e8 stato messo a punto da tempo un modello di addestramento e sensibilizzazione alla tematica psicologica, dato che in questo campo la sola conoscenza teorica non \u00e8 sufficiente. Michael Balint presso la Tavistoc Clinic di Londra form\u00f2 dei gruppi volti a questo scopo che si prefiggevano di insegnare al medico un approccio al paziente che implicasse la consapevolezza della enorme importanza della propria funzione dal punto di vista psicologico. Il <em>farmaco &#8211; medico<\/em>, derivante dalla semplice interazione del sanitario con il paziente, \u00e8 estremamente potente ed \u00e8 possibile imparare&nbsp; ad usarlo come tutti gli altri farmaci. Attraverso la frequenza ai quelli che sono ora chiamati Gruppi Balint il medico apprende a sensibilizzarsi ai messaggi inconsci dal paziente, a saper rispondere correttamente alle sue richieste implicite e trasversali che possono essere estremamente affaticanti se non gestite correttamente, ed anche ad operare una sorta di <em>psicoterapia flash<\/em> che si rivela molto efficace su quella componente psicologica che \u00e8 cos\u00ec presente nel suo studio od in corsia. (Balint,1990) Una consapevolezza dell&#8217;aspetto psicosomatico pu\u00f2 aiutare il medico a riconoscere nel paziente cefalgico quei bisogni che possono essere soddisfatti attraverso una attenzione alle dinamiche psicoaffettive.<\/p>\n\n\n\n<p>La psicologia corporea pu\u00f2 dare inoltre un ulteriore chiarimento dei meccanismi caratterologici che influenzano la interazione mente-corpo e da essa possiamo trarre alcune ipotesi&nbsp; esplicative, che giustificano e sviluppano vari punti esaminati in precedenza. Uno dei punti focali della psicologia ad orientamento corporeo moderna \u00e8 la chiara consapevolezza anche operativa del fatto che mente e corpo formano un tutt&#8217;uno. Wilhelm Reich riteneva ci fosse una identit\u00e0 funzionale tra il&nbsp; soma e la psiche in particolare per quanto riguarda i meccanismi di difesa e l&#8217;adattamento della persona all&#8217;ambiente. (Reich, 1994) Come una ameba l&#8217;uomo \u00e8 una struttura aperta che ha bisogno di un costante scambio con l&#8217;ambiente circostante e dalla sua capacit\u00e0 di pulsare in maniera libera e di muoversi in modo congruo ed armonico si pu\u00f2 rilevare il suo stato di salute. Le zone rigide, nelle quali la pulsazione si interrompe o quelle lasse dove c&#8217;\u00e8 una mancanza di vitalit\u00e0 possono darci molte indicazioni su come un adattamento positivo \u00e8 stato perturbato. A difese psicologiche di un certo tipo corrispondono inibizioni dell&#8217;azione sul piano somatico che creano posture determinate (Soldati, 2007). Per fare un semplice esempio ad una protratta inibizione dell&#8217;aggressivit\u00e0 pu\u00f2 corrispondere un accorciamento ed irrigidimento degli arti superiori dovuto all&#8217;inconscio e costante trattenere l&#8217;azione di attacco. Nella lettura del corpo non dobbiamo intendere ovviamente che ci sia una corrispondenza biunivoca di tratti somatici e tratti psicologici, in quanto possono esservi varie motivazioni di vario genere alla base di una postura, fisiologiche, strutturali, psicologiche, ma con le dovute cautele e soprattutto una corrette relazione terapeutica possiamo ottenere molte informazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo Lowen ed altri prosecutori degli studi di Reich \u00e8 possibile individuare determinate strutture caratteriali nell&#8217;uomo che ci indicano quando nel processo della maturazione psicosessuale e psicoaffettiva ci sono stati dei traumi o delle condizioni ambientali sfavorevoli che hanno bloccato lo sviluppo (Lowen, 1991). Ad ogni periodo importante della vita infantile corrisponde una determinata struttura caratteriale ed una corrispondente armatura muscolare che possono fissarsi se ce ne sono le condizioni. Se queste si verificano nel periodo perinatale, ad esempio, si pu\u00f2 sviluppare una struttura difensiva tutta basata sul meccanismo della dissociazione ed una particolare fragilit\u00e0 corporea unita ad un eccesso di ideazione e razionalizzazione. Questi individui, per tornare al nostro argomento principale, saranno i candidati migliori a cefalee dovute ad eccessi di mentalizzazione. Traumi o carenze subite durante il periodo dell&#8217;allattamento generano una struttura caratteriale dipendente e tendente alla depressione, con una armatura muscolare debole e collassata tipicamente nella regione sternale. La compressione della zona cervicale che ne consegue predispone a cefalee di origine posturale. I tratti personologici descritti da Wolff relativi agli emicranici trovano perfetta corrispondenza in due strutture caratteriali che si sviluppano attorno ai 10-18 mesi in un caso e subito dopo nell&#8217;altro. La prima, detta psicopatica, \u00e8 caratteristica del bambino che non ha avuto la possibilit\u00e0 di sviluppare la propria autonomia&nbsp; rispetto ai desideri del genitore. Egli si pone in atteggiamento di sfida e sviluppa una personalit\u00e0 aggressiva, controllante, manipolante o seduttiva nei confronti del prossimo. Tende anche ad ipersviluppare la parte superiore del corpo ed irrigidire la zona cervicale ed oculare in una costante attitudine di controllo e dominanza. La zona contratta corrisponde tipicamente a quella dolente nelle cefalee. La seconda e successiva si consolida per la inadeguata pressione che il bambino ha subito nel periodo della educazione alimentare e degli sfinteri da genitori troppo rigidi ed inibenti, spesso esagerati nel pretendere pulizia ed ordine. Al bambino viene impedito di esprimere la propria opposizione e sviluppa perci\u00f2 una personalit\u00e0 masochista, remissiva e rabbiosa, con i tratti della analit\u00e0 gi\u00e0 accennati in precedenza, cio\u00e8 ossessivo-compulsiva, portata all&#8217;ordine, alla parsimonia, al perfezionismo. La armatura muscolare \u00e8 in questo caso potente e costrittiva, tanto da inibire lo sviluppo verticale&nbsp; in persone spesso tarchiate e compresse, con forti contrazioni gluteali che provocano la retroversione abituale del bacino, collo accorciato, trapezi rigidi e mascella in perenne tensione. La corrispondenza tra i tratti della personalit\u00e0 emicranica descritti dalla tradizione psicoanalitica potrebbe essere in questo caso essere spiegata dalle potenti e costanti contrazioni della zona oculare, nucale e mascellare, e dalla sempre rinnovantesi rabbia repressa, che sono particolarmente forti e presenti in queste due strutture. Sono evidenti le analogie con le emicranie autopunitive ed aggressive descritte da Sachs, mentre la modalit\u00e0 recuperativa \u00e8 assai vicina alla struttura psicopatica.<\/p>\n\n\n\n<p>Per concludere possiamo dire che la psicologia corporea ci d\u00e0 alcuni spunti per chiarire la personalit\u00e0 del paziente cefalalgico ed alcuni possibili meccanismi patogenetici.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">BIBLIOGRAFIA<\/h5>\n\n\n\n<p>Bahnson C.B., Psychophysiological complementarity in malignancies &#8211; Ann. NY Acad. Sc., 1969.<br>Balint M.,&nbsp; Medico, paziente e malattia, Feltrinelli, 1990<br>Campbell T.L., Mental health disorders in primary care, Families, Systems, &amp; Health, 1996.<br>Giangregorio N., Manuale di odontoiatria psicosomatica e psicostomatologia, Piccin Nuova Libraria, 1992<br>Loder E., What is the evolutionary advantage of migraine? Cephalalgia, 2002&nbsp;<br>Lowen A., Il linguaggio del corpo, Feltrinelli,1991<br>Marty P., Aspects psychodinamiques de l&#8217;\u00e9tude clinique de quelques cas de c\u00e8phalalgies, Rev. Franc Psychanal. 1951<br>Marty P., De M\u2019Uzan M., David C., L\u2019indagine psicosomatica, Boringhieri, 1971.&nbsp;<br>Pini M., Aspetti psicopatologici delle cefalee primarie. Teorie, metodi e risultati della ricerca, Franco Angeli, 2006<br>Reich W., Analisi del Carattere, Sugarco Edizioni, 1994<br>Sachs O., Emicrania, Adelphi, 1992<br>Sifneos P. E., Apfel-Savitz R., Frankel F. H., The phenomenon of alexithymia. Observations in neurotic and psychosomatic patients, Psychotherapy and Psychosomatics, 1977<br>Soldati M., Corpo e Cambiamento, Tecniche Nuove, Milano, 2007<br>Timsit M., Urbain E., Sabatier J. e Timsit-Berthier M., Approche&nbsp; statistique des c\u00e9phal\u00e9e psychosomatiques, J. Med. Strasbourg, 1975<br>Wilber K., Integral Psychology, Shambhala, 2000<br>Wolff H.G., Personality features and reactions of subjects with migraine. Arch. Neurol. Psychiatry, 1937.<br>Zuckerman M., Behavioral Expressions and Biosocial Bases of Sensation Seeking, Cambridge University Press, 1994<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Relazione del Dr. Massimo Soldati<\/strong><br><strong>Psicologo Psicoterapeuta<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Abstract dal Convegno<\/strong><br><strong><em>Approccio Multidisciplinare Alla Sindrome Cefalgica<\/em><\/strong><br><strong>Venezia Mestre 20 MARZO 2010&nbsp;<\/strong><br><strong>Ordine Provinciale Dei Medici Chirurghi e Degli Odontoiatri Di Venezia e&nbsp; Fondazione Ars Medica &nbsp;<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Cefalea psicogena. 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