{"id":11344,"date":"2020-03-23T19:56:09","date_gmt":"2020-03-23T18:56:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.integrazioneposturale.com\/wp134\/?p=11344"},"modified":"2020-04-02T00:05:57","modified_gmt":"2020-04-01T22:05:57","slug":"jack-painter-integrazione-posturale-trasformazione-dellintero-se","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.integrazioneposturale.com\/wp134\/jack-painter-integrazione-posturale-trasformazione-dellintero-se\/","title":{"rendered":"Integrazione Posturale Trasformazione dell&#8217;Intero S\u00e9"},"content":{"rendered":"\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Jack W. Painter, Ph. D.<\/h4>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>Articolo storico nel quale Jack W. Painter presenta la Integrazione Posturale.<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Apparentemente molti di noi vogliono cambiare, vogliono essere pi\u00f9 rilassati, pi\u00f9 vivi. Ma qui risiede il problema basilare della trasformazione umana. Sebbene diciamo di volere un tipo di vita diversa e magari siamo anche coinvolti in molti progetti per migliorare noi stessi, c&#8217;\u00e8 una parte di noi che ostinatamente resiste ad ogni ridirezione basilare delle nostre vite. Questa parte di noi, che rifiuta di lasciarsi andare, \u00e8 la nostra corazza. La chiamiamo corazza perch\u00e9 \u00e8 quell&#8217;aspetto di noi che, avendo paura di possibile dolore e confusione, indurisce e insensibilizza i nostri corpi e mantiene le nostre sensazioni ed i nostri pensieri sotto attento controllo<br>La nostra corazza sono tutte quelle posture ben sviluppate per fronteggiare la vita: collo rigido, pancia tirata in dentro, vita molle. Tutti quei sentimenti tenuti a bada: tristezza coperta, rabbia trattenuta, paura paralizzante. La corazza \u00e8 tutte quelle credenze spesso tacite ma che ci controllano: se ci provo, avr\u00f2 successo; se sono cortese con te, tu dovresti essere cortese con me. Riflettete sul vostro stesso comportamento. Notate i piccoli trucchi per superare la giornata; come vi mettete in avvio la mattina, come vi tenete su evitando di indulgere in pensieri negativi, come mettete in mostra il vostro lato migliore quando volete fare una buona impressione sulla gente. Gran parte di questo tipo di comportamento diventa come una seconda natura per noi, messa in moto inconsciamente e funziona bene per noi fino al punto che rimane in grado di proteggerci dal dolore e dalla confusione. Comunque, queste abitudini sono anche un limite per noi e prima o poi, formano una struttura rigida che va ad inibire la nostra spontaneit\u00e0. Una delle principali difficolt\u00e0 insite nel cambiare noi stessi risiede nel fatto che la nostra corazza \u00e8 in larga parte inconscia, ma mantiene il suo controllo anche quando tentiamo di modificare noi stessi o parte di noi stessi. Ogni volta che tentiamo di cambiare la nostra vita, ci serviamo in effetti di posture ed atteggiamenti, per fronteggiare i nostri problemi, gi\u00e0 sviluppati e inconsci. Per esempio, se arcuate eccessivamente le vertebre lombari, creando severi dolori alla schiena, pu\u00f2 darsi che cerchiate sollievo facendo esercizi yoga. Magari vi concentrate su esercizi che sono i pi\u00f9 facili da eseguire e che momentaneamente danno una buona sensazione, come ad esempio arcuare la schiena ancora di pi\u00f9 nella posizione del pesce o del cobra. Alla lunga queste posture semplicemente aumenteranno lo sbilanciamento del corpo e creeranno pi\u00f9 dolore. In questo caso un atteggiamento inconscio ci guida nel cercare sollievo, ma in una maniera che rinforza la vecchia posizione del corpo. Anche se siete molto disciplinati e lavorate con posizioni yoga che raddrizzano la schiena, attraverso l&#8217;atteggiamento che vi portate addosso in tutto il corpo, semplicemente trasferirete la tensione e lo sbilanciamento ad un&#8217;altra parte del corpo. Nel raddrizzare la schiena, magari incurvate le spalle e ipercontrarrete i muscoli del petto.<\/p>\n\n\n\n<p>Prendiamo un altro esempio. Se siete molto duri all&#8217;esterno del corpo, tenderete a cercare massaggi rilassanti molto profondi. Potrete, attraverso manipolazioni frequenti e complete dei vostri tessuti esterni, cominciare a rilassarvi, ma rilassarvi all&#8217;esterno. Molta di questa tensione esterna a si sposter\u00e0 negli strati pi\u00f9 profondi dei muscoli e dei tessuti. Vi ritroverete ancora con una corazzatura restrittiva, con la differenza che ora \u00e8 diventata interna, si \u00e8 internalizzata. Le tensioni del corpo chiaramente sono inseparabili le une dalle altre e fanno parte delle nostre posture ed abitudini generali. Un lavoro su qualsiasi parte del corpo che non liberi anche l&#8217;intera struttura, l&#8217;atteggiamento abituale che \u00e8 dietro alla nostra postura, non rappresenta una trasformazione ma semplicemente un riarrangiamento dei nostri problemi. Ma a come possiamo intervenire efficacemente sulle nostre abitudini basilari, sulla nostra struttura sottostante? Potremmo essere tentati di considerare i nostri atteggiamenti emotivi e mentali fondamentali come la chiave per cambiare noi stessi, ma anche quando andiamo pi\u00f9 in profondit\u00e0 ed affrontiamo le emozioni ed i pensieri connessi ai nostri dolori fisici ed ai nostri equilibri, ci imbattiamo di nuovo in un sottile evadere. Ogni volta che dico di essere intenzionato ad esplorare ogni parte del mio corpo e ad affrontare i miei pensieri ed i miei sentimenti, pu\u00f2 darsi che stia usando una parte inconscia della mia corazza. Qui pu\u00f2 nascondersi un messaggio implicito: &#8220;Sto provando, ma niente funziona mai per me.&#8221; Un messaggio che sta influenzando e manipolando il mio corpo e la mia mente anche quando io penso che sto liberando entrambi. In tutto il nostro comportamento intenzionale vi sono degli atteggiamenti fondamentali inconsci, sviluppati insieme alla postura fisica e che governano i nostri sforzi bene intenzionati di migliorare la nostra vita. Chiederete a questo punto: che genere di approccio, che genere di processo, pu\u00f2 aiutarci contro queste difese inconsce e profondamente radicate? Io ho trovato nel mio lavoro su me stesso e su altri che ci\u00f2 di cui abbiamo bisogno \u00e8 un modo di intervenire sull&#8217;intero s\u00e9, sull&#8217;unit\u00e0 di ogni parte del corpo, l&#8217;esterno unito all&#8217;interno, l&#8217;unit\u00e0 del corpo con la mente. Mentre cambiamo vecchie e rigide posture corporee, contemporaneamente, abbiamo bisogno di cambiare i sentimenti rigidi e i processi di pensiero rigidi che le accompagnano; o anche, se liberiamo emozioni ed idee bloccate, abbiamo bisogno di liberare simultaneamente i muscoli ed i tessuti per permettere nuovi e pi\u00f9 flessibili movimenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Voglio condividere con voi un metodo che ho sviluppato in trent&#8217;anni di esperienza di lavoro e insegnamento. E&#8217; un tipo di &#8220;lavoro corporeo,&#8221; vale a dire un metodo che interviene direttamente sui muscoli, sulle posizioni, le posture e i movimenti del corpo che non considera esclusivamente gli aspetti fisici del s\u00e9 ma che \u00e8 anche lavoro diretto sulle attitudini emozionali e mentali espresse da queste attivit\u00e0 fisiche. Questo metodo o processo si chiama &#8220;Postural Integration.&#8221; Se non conoscete la Postural Integration (Integrazione Posturale) in quanto metodo di trasformazione dell&#8217;intero s\u00e9, potrete sorprendervi se vi capita di assistere ad una seduta. Incontrerete l&#8217;integratore posturale chino su di una persona, che interviene con le mani, le dita o i gomiti, mentre la persona fa suoni, si lamenta o addirittura urla e tira calci. Vi potr\u00e0 capitare di vedere l&#8217;integratore posturale che lavora molto dolcemente: culla, sorregge, e massaggia la persona incoraggiandola a respirare profondamente o anche ad entrare in un dialogo che chiarifica sentimenti ed idee. Che senso potrete ricavare da questo? Pu\u00f2 sembrare che si tratti di un culto o di un rituale. Ma se riconosciamo che resistiamo al cambiamento sia corporeo che mentale, possiamo iniziare a comprendere il bisogno di strategie diversificate per trasformare entrambi gli aspetti. L&#8217;Integrazione Posturale \u00e8 un lavoro corporeo in cui l&#8217;integratore usa dita, nocche, e gomiti per agganciare, ruotare e spostare strati di tessuto e riorganizzare il sistema muscolare. Questo procedimento non \u00e8 lavoro corporeo nel senso restrittivo, che il corpo viene trattato separatamente dall&#8217;emozione dalla mente, ma \u00e8 corporeo nel senso che il corpo \u00e8 la forma tangibile immediatamente accessibile del corpo e della mente. Il potere straordinario dell&#8217;Integrazione Posturale risiede nella volont\u00e0 del cliente e dell&#8217;integratore di lavorare su diversi livelli nello stesso momento. Mentre incontro il corpo con le mani ed allento le tensioni muscolari profonde, guardo il cliente negli occhi. Mentre applico pressione con le mani, chiedo alla persona di condividere con me attraverso suoni, movimenti e parole ci\u00f2 che sta avvenendo, ci\u00f2 che sente, percepisce e pensa. Mediante il mantenimento di questo contatto, di questo aperto condividere, l&#8217;integratore pu\u00f2 mantenere la flessibilit\u00e0 necessaria, variare l&#8217;enfasi nel lavoro per incontrare i cambiamenti nelle richieste della persona nella sua interezza. L&#8217;integratore ed il cliente insieme, a volte lavorano col tessuto, a volte con parole, altre con suoni, continuamente riconoscendo l&#8217;unit\u00e0 fisica, emozionale e cognitiva del procedimento.<\/p>\n\n\n\n<p>Si potrebbe obiettare comunque che un cambiamento fondamentale del s\u00e9 deve implicare pi\u00f9 di un condividere momentaneo come questo, indipendentemente da quanto unificato fisicamente ed emozionalmente sia. In realt\u00e0 l&#8217;Integrazione Posturale non \u00e8 un semplice sollievo momentaneo, \u00e8 un processo sistematico per confrontarsi con l&#8217;intero Se&#8217; guidato passo dopo passo dall&#8217;operatore allo scopo di riscoprire la nostra interezza, salute, flessibilita&#8217; e spontaneita&#8217;. Gli operatori ed i trainers di Integrazione Posturale hanno scoperto in molti anni di esperienza, osservazione e condivisione che nel processo di riunificare il proprio Se&#8217; \u00e8 particolarmente importante: 1) lavorare con i diversi strati del corpo-mente, le strutture ed emozioni esterne tanto quanto quelle interne; 2) regolare e bilanciare il nostro livello di energia, in modo da non essere presi da modelli quali essere deboli e denutriti oppure esplosivi e ipereccitati; 3) assimilare e comprendere i cambiamenti di cui abbiamo esperienza, realizzando che possiamo accettare i nostri vecchi se&#8217; ed al tempo stesso essere disponibili a nuove esperienze.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Rilasciare l&#8217;interno e l&#8217;esterno<\/h4>\n\n\n\n<p>Il nostro sviluppo \u00e8 una storia di risposte apprese, molte delle quali noi trasformiamo in abitudini rigide per proteggerci verso il dolore, ma che impediscono anche la nostra completezza e spontaneit\u00e0. Le prime abitudini nate nella vita, formano il nucleo della resistenza. Durante il trauma che esperienziamo al momento della concezione, mentre ci muoviamo lungo le tube di falloppio, e quando ci impiantiamo e siamo in gestazione nell&#8217;utero, gi\u00e0 stiamo formando configurazioni per proteggerci, chiudendoci. Noi rinforziamo questo nucleo protettivo ulteriormente ch\u00e9 dobbiamo affrontare lo shock della nascita, e poi nei conflitti delle fasi orale, anale, e genitale del nostro sviluppo infantile.<\/p>\n\n\n\n<p>Entro l&#8217;et\u00e0 di tre, quattro anni, abbiamo gi\u00e0 quasi completamente sviluppato le nostre posture caratteristiche, i nostri modi di evitare il dolore. Il resto della nostra vita \u00e8 di solito un rinforzare questo nucleo, anni di risposte protettive accumulate in questo modo. Ma noi rendiamo la nostra corazzatura ancora pi\u00f9 complicata creando pi\u00f9 protezione. Poich\u00e9, quantunque il nucleo sia la parte pi\u00f9 resistente di noi, \u00e8 anche la pi\u00f9 vulnerabile al dolore intenso. La scorza esterna, la conchiglia, invece ci permette di rischiare di pi\u00f9; se ci facciamo male al livello superficiale, restiamo protetti al livello interno. Noi manteniamo questa divisione basilare tra superficie e nucleo in molte maniere e forme. Al livello fisico pu\u00f2 essere che abbiamo molto sviluppati i muscoli pi\u00f9 esterni del corpo, quelli che sono definiti anatomicamente muscoli estrinseci. Questi sono i potenti muscoli della locomozione, che determinano i movimenti del correre, del sollevare, e del lanciare. Pu\u00f2 darsi che per esempio abbiamo sviluppato questi muscoli esterni notevolmente allo scopo di superare i nostri problemi attraverso forza e potere puri e semplici, ma nel processo soffochiamo i nostri muscoli interni, gli intrinseci, che sono quelli che danno inizio e coordinano il movimento. Questo sbilanciamento, tra una superficie dura ed un nucleo soffice, nei casi estremi, ci fa essere muscolarmente nodosi e maldestri. A livello emozionale pu\u00f2 darsi che riteniamo che se le nostre vite sono sufficientemente attive all&#8217;esterno, anche la nostra vita interiore sar\u00e0 sufficientemente attiva. Se diveniamo coscienti dell&#8217;eccessivo sviluppo dell&#8217;esterno di noi stessi, della dura conchiglia-protettiva che ci siamo creati, possiamo tentare di ammorbidirla lavorando gradualmente dall&#8217;esterno verso l&#8217;interno. Una delle strategie pi\u00f9 frequentemente usate nel lavoro corporeo profondo \u00e8 lavorare appunto dalla conchiglia procedendo verso il nucleo. In questo lavoro il corpo viene considerato come una cipolla con molti strati, ed allo scopo di intervenire e rendere accessibili gli strati interni, quelli esterni devono essere pelati. Possiamo comprendere questo approccio al corpo meglio se per un momento guardiamo la natura e l&#8217;arrangiamento del tessuto che viene manipolato. I muscoli del corpo sono avvolti in buste, fatte di tessuto plastico chiamato fascia. Questo materiale organizza e guida i nostri muscoli dando forma ad un sistema fatto di strati di tessuto. All&#8217;esterno del corpo abbiamo uno strato vasto che avvolge totalmente tutto l&#8217;esterno e che come una grande busta della spesa mantiene tutto insieme. Andando pi\u00f9 in profondit\u00e0 troviamo avvolgimenti individuali per ciascun muscolo. ch\u00e9 sviluppiamo schemi di comportamento emozionale e fisico rigidi questo sistema di fascia diviene meno flessibile, restringendo i nostri movimenti e l&#8217;attitudine generale del corpo-mente. La strategia in questo tipo di lavoro dall&#8217;esterno verso l&#8217;interno consiste nell&#8217;ammorbidire e riorganizzare quelle parti del sistema fasciale che sono divenute dure ed incollate, e ci\u00f2, dal canto suo, ridona mobilit\u00e0 e bilanciamento ai muscoli tenuti dalla fascia. Questo \u00e8 quanto si crede normalmente. Fatto \u00e8 che io ho trovato che, se cominciamo a lavorare all&#8217;esterno di noi stessi, poich\u00e9 crediamo che in questo modo possiamo rendere pi\u00f9 accessibile il nostro interno, trascuriamo il fatto che la nostra corazzatura sottilmente tende a spostare le sue difese. La tensione che liberiamo in superficie pu\u00f2 darsi che semplicemente si sposti verso un luogo pi\u00f9 profondo e pi\u00f9 protetto. Naturalmente \u00e8 importante rispettare il ritmo con il quale una persona attraversa ed assimila il cambiamento, e spesso nel mio lavoro mi concentro sui piani superficiali della fascia e poi gradualmente vado in profondit\u00e0. Nonostante ci\u00f2 ho trovato che quando una vera trasformazione avviene, non \u00e8 solo l&#8217;esterno che \u00e8 cambiato. L&#8217;interno contemporaneamente \u00e8 sottoposto agli stessi cambiamenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando comincio a lavorare con strati di tessuto superficiali, coordino questo lavoro facendo muovere muscoli intrinseci, mediante per esempio, un gentile basculamento delle pelvi con piccoli movimenti della spina dorsale. Inoltre quando lavoro sulla muscolatura estrinseca, oltre che sugli atteggiamenti e i sentimenti esterni, pu\u00f2 darsi che lavori simultaneamente all&#8217;interno della bocca che contiene alcune delle pi\u00f9 profonde strutture, emozioni e attitudini del corpo. Piuttosto che vedere il corpo, il corpomente, come una cipolla a molti strati, io lo vedo come una sorta di massa plastica vibrante, meno viscosa in alcune parti che in altre, e composta della stessa sostanza che si insinua dall&#8217;esterno all&#8217;interno e dall&#8217;interno all&#8217;esterno. In questo modo, quando viene toccata a qualsiasi livello o profondit\u00e0, istantaneamente risponde, cambiando forma in tutte le altre parti e dimensioni.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Caricare e scaricare<\/h4>\n\n\n\n<p>Ho spiegato che l&#8217;Integrazione Posturale, in quanto lavoro corporeo olistico, \u00e8 un modo di alleggerirsi dalle posture rigide, quelle abitudini dimenticate a met\u00e0 emozionali, fisiche e mentali che abbiamo sviluppato per far fronte agli stress del vivere. D&#8217;altro canto essa \u00e8 anche un integrazione, un armonizzazione della nostra struttura, un processo di bilanciamento della nuova energia e delle nuove libert\u00e0 scoperte. A questo punto possiamo esplorare nuovi movimenti, nuovi sentimenti, e atteggiamenti, finch\u00e9 anch&#8217;essi diventano abituali, e possono essere rimpiazzati (ma non abbandonati) dal comportamento spontaneo. Possiamo paragonare questa attivit\u00e0 al caricare e scaricare una batteria. ch\u00e9 ci discipliniamo nelle abitudini, immagazziniamo energia; ch\u00e9 ci abbandoniamo ad una nuova esperienza liberiamo quest&#8217;energia immagazzinata. Questo crescere dell&#8217;energia, questa scarica e ricarica \u00e8 un ciclo continuo e ripetitivo. Se rifiutiamo di caricare noi stessi, diveniamo deboli, alla ricerca di nuova energia. Se rifiutiamo di scaricarci, diveniamo tesi dall&#8217;energia in eccesso trattenuta. Permettendo al ciclo di carica e scarica di fluire in tutte le attivit\u00e0 del corpo-mente dona una direzione naturale alle nostre vite. Questo ciclo di carica e scarica coinvolge sia il vecchio che il nuovo. Io accetto ed uso le mie abitudini ed i miei atteggiamenti passati, ma sono libero di essere spontaneo. Ogni movimento, ogni emozione, ogni idea prende lo spazio e l&#8217;energia che gli sono necessari a completarsi, ma non blocca l&#8217;attivit\u00e0 del momento successivo. Per esempio, mentre comincio a sentire la mia rabbia, ho bisogno di tempo per permettere all&#8217;irritazione di crescere, perch\u00e9 la mia energia possa crescere. E mentre la mia rabbia cresce, ho bisogno di tempo per esprimerla pienamente per permetterle di scaricarsi. Se il crescere della mia irritazione, o del culmine della mia rabbia \u00e8 interrotto, resto bloccato nella mia frustrazione. O se continuo ad esprimere la mia rabbia finch\u00e9 diventa un&#8217;ira senza senso, resto bloccato ed esausto. La nostra respirazione \u00e8 la chiave per mantenere un facile equilibrio tra la carica e scarica della nostra energia. Se prendiamo troppa aria, noi aumentiamo la nostra energia senza espandere completamente quella accumulata. In altre parole se lanciamo fuori il nostro respiro con una lunga estensione, espirazione contratta, prolunghiamo troppo noi stessi. Un modo per rilasciare questa corazza \u00e8 con l&#8217;aiuto dell&#8217;integratore, di portare via l&#8217;attenzione da questa parte del ciclo del respiro che lavora pi\u00f9 del dovuto e focalizzarsi sulla parte trascurata. Se la vostra espirazione \u00e8 eccessiva, se non c&#8217;\u00e8 abbastanza scarica, \u00e8 importante di ammorbidire rallentare l&#8217;espirazione, mentre si sostiene una profonda inalazione, specialmente in quelle aree del petto, ombelico o la schiena che sono trascurate. Contrariamente, quando l&#8217;inspirazione \u00e8 troppo grande, puoi spostare l&#8217;attenzione da una profonda inspirazione ad una larga espirazione. ch\u00e9 ci liberiamo delle nostre abitudini, iniziamo a permettere pi\u00f9 carica e pi\u00f9 scarica, ma l&#8217;improvviso nuovo movimento della nostra energia pu\u00f2 disorientarci a meno che non impariamo a permettere alla nostra energia di scorrere per il suo corso e trovare un nuovo bilanciamento o armonia. Il primo stadio dell&#8217;Integrazione Posturale \u00e8 la liberazione delle nostre strutture rigide; il secondo stadio \u00e8 l&#8217;integrazione, l&#8217;armonizzazione della nuova energia. Dopo aver liberato i loro blocchi, voglio che i miei clienti si focalizzino sulle connessioni nella loro vita, per sentire come possano fluire da un movimento, sentimento o pensiero all&#8217;altro senza dover trattenere vecchie posture ed abitudini. Io lavoro sulla forma generale del corpo-mente, organizzando i lunghi piani fasciali ed i fogli di fascia tra i maggiori segmenti corporei. Le gambe e le cosce ora possono ondulare insieme ai movimenti respiratori del torso. Il bacino pu\u00f2 oscillare naturalmente in connessione con la testa. Nello stadio dell&#8217;integrazione, quando il respiro \u00e8 libero, c&#8217;\u00e8 un bilanciamento tra l&#8217;inalazione e l&#8217;esalazione, tra la nostra capacit\u00e0 di caricare e scaricare la nostra energia. Lavorando con la fascia, io rispetto il ritmo naturale di respiro dell&#8217;individuo, lasciando che la mia pressione segua e si adatti all&#8217;ampiezza dell&#8217;inalare e dell&#8217;esalare. Con l&#8217;Integrazione Posturale incoraggiamo quello che chiamiamo &#8220;respiro spontaneo,&#8221; ci\u00f2 \u00e8 quel movimento vibrante, imprevedibile dell&#8217;intero apparato respiratorio ed eventualmente dell&#8217;intero corpo, che \u00e8 essenziale per una flessibilit\u00e0 ed equilibro duraturi.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Accettazione e comprensione<\/h4>\n\n\n\n<p>L&#8217;Operatore di Integratore Posturale \u00e8 estremamente attento al percepire quanta pressione potete tollerare ad un dato momento. \u00c8 necessario infatti lavorare al confine tra un massaggio rilassante ed un ingresso pi\u00f9 profondo e a volte leggermente doloroso nel tessuto. Se la pressione \u00e8 troppo leggera niente di nuovo \u00e8 evocato; se \u00e8 troppo profonda o rapida, a la corazzatura finir\u00e0 per rinforzarsi. \u00c8 necessario che vi confrontiate con la vostra corazzatura ma ad un ritmo che gradualmente vi permetta di assimilare ed esplorare ci\u00f2 che accade. Infine, comunque, c&#8217;\u00e8 la vostra intenzione rispetto a quanto ritenete opportuno essere ricettivi, ed esperienziare quelle parti del s\u00e9 che sono state precedentemente rifiutate e rese inconsce. Durante tutto questo l&#8217;integratore pu\u00f2 aiutarvi a comprendere passi importanti che dovete intraprendere nel processo di assimilare e comprendere questa esperienza. Sia che la corazzatura prenda la forma di una dura difesa sia di un soffice cuscino, \u00e8 sviluppata agli inizi come un sistema per evitare dolore e insoddisfazione, ma diventa il sistema abituale attraverso cui, inconsciamente, rimaniamo attaccati e fissati al dolore. Avere esperienza di questa corazza significa liberarci da atteggiamenti e posture del passato, ma ci\u00f2 in nessun senso significa evitare o distruggere le nostre uniche storie personali. Incontrare la nostra corazza \u00e8 un processo preciso nel quale ci liberiamo dal nostro passato e nello stesso tempo lo rendiamo parte di noi. Allo scopo di essere liberi dalla nostra corazza non solo dobbiamo contattarla e riconoscere il suo ruolo nella nostra vita, ma anche dobbiamo accettarla e appropriarcene come parte di noi.<br>Spesso ci rendiamo tanto insensibili che diventiamo totalmente incoscienti delle nostre difese e, continuamente, ci creiamo un ambiente in cui non corriamo il rischio di incontrare mai problemi. Ogni cosa \u00e8 attentamente resa sicura e senza interesse. La prima condizione della trasformazione \u00e8 sentire e percepire la nostra incompletezza, essere frustrati. Durante la fase di liberazione, in Integrazione Posturale, arriva un punto in cui i clienti iniziano ad esperienziare questa resistenza al cambiamento. Senza questo primo passo, nessuna quantit\u00e0 di manipolazione del tessuto, di respirazione profonda, di movimento guidato o affermazione spirituale o mentale pu\u00f2 portare ad una liberazione significativa e definitiva della corazzatura psicosomatica. Il secondo passo nell&#8217;esperienza di liberazione \u00e8 il riconoscimento o l&#8217;accettazione che la frustrazione, questo senso di incompletezza, \u00e8 il problema stesso. Fino a che la mamma, il babbo o la societ\u00e0 servono come capro espiatorio, causa del mio problema, io rester\u00f2 incollato, bloccato, anche se sono cosciente di avere un problema. Ugualmente se \u00e8 &#8220;quel mal di schiena&#8221; o &#8220;quel mal di piedi&#8221; che mi controlla, io non ho ancora accettato e riconosciuto la mia corazzatura per quello che \u00e8, ci\u00f2 \u00e8 la mia difesa contro me stesso. La liberazione che io sento nel lasciar andare la mia corazza non \u00e8 un evento misterioso in cui i miei pesi vengono sollevati da una misteriosa forza. Mentre l&#8217;integratore interviene sul mio corpo, c&#8217;\u00e8 bisogno che io abbia la volont\u00e0 di dire &#8220;io sto resistendo.&#8221; Con questo riconoscimento \u00e8 possibile che io cominci a sentire la mia lotta con me stesso o cominci semplicemente a notare la mia resistenza. Infine come ultimo passo nel processo di lasciare andare la mia corazzatura \u00e8 necessario che io mi appropri e dichiari la mia incompletezza, il mio dolore e la mia insoddisfazione in quanto parte benvenuta ed importante di me stesso. Ora che sono responsabile nel creare il mio dolore, lo accetto anche come una parte vitale e di valore per me. Qui c&#8217;\u00e8 un paradosso apparente: il momento che realmente accetto un mio atteggiamento non voluto, ne divento libero. Per esempio quando accetto il mio odio per mio padre, l&#8217;odio diventa completo, intero, e potente, e sono pronto per altri sentimenti. Ora che odio mio padre posso anche pienamente amarlo. Il dolore che emerge dal lavoro profondo sul tessuto \u00e8 trasformato; non \u00e8 pi\u00f9 dolore immaturo ma una parte riconosciuta ed accettata di me stesso che non \u00e8 pi\u00f9 semplicemente dolore, ma piuttosto una liberazione da una vecchia ferita. Io mi libero del mio passato facendolo diventare una parte di me. Durante il processo dell&#8217;Integrazione Posturale, l&#8217;integratore ci incoraggia a prendere contatto completo con ci\u00f2 che accade, a confrontare noi stessi, e ad appropriarci di ogni parte di noi stessi. In questo modo trasformiamo i nostri vecchi dolori bloccati in nuove esperienze libere. Sviluppiamo una coscienza che non tratta i nostri corpi come oggetti da essere analizzati e manipolati. In molto dei modelli classici occidentali della coscienza, la coscienza \u00e8 localizzata in un posto, &#8216;qui&#8217;, mentre l&#8217;oggetto \u00e8 localizzato &#8216;li&#8217;, e noi tentiamo di ampliare la nostra attenzione in condizioni controllate analizzando parti diverse di un oggetto o di un evento. Secondo questo modo di vedere, io vedo il dolore nella mia schiena come un problema da essere studiato, in quanto effetto di cause che spero possano eventualmente essere eliminate e comprese. Ma questa separazione del dolore da me \u00e8 il problema. Come gi\u00e0 detto, finch\u00e9 tratto il mio dolore come qualcosa di estraneo a me, mi corazzo contro la possibilit\u00e0 di genuinamente esplorare il dolore ed esserne liberato. Sia la visione della coscienza della Gestalt che quella dello Zen, chiarificano come l&#8217;esperienza della liberazione sia un processo di appropriazione di parti di noi stessi dapprima estranee. Quando contatto pienamente, accetto, e mi approprio, faccio mia una parte di me stesso, non sono pi\u00f9 semplicemente cosciente di essa in quanto oggetto separato, io divento l&#8217;oggetto. Nello Zen, io mi fondo totalmente con l&#8217;oggetto; io sono sia l&#8217;osservatore che l&#8217;osservato. E nella terapia Gestalt, io illumino lo sfondo parzialmente inconscio della mia esperienza lasciando che la parte inconscia di me parli. Appena il terapeuta incontr\u00f2 la ben sviluppata corazza della mia schiena, io sentii il contatto, accettai la mia resistenza verso ci\u00f2 che giace profondo dentro di me, e ora finalmente incomincio ad accettare come mia la parte bassa della schiena, standoci dentro, essendoci dentro, parlando da li a me stesso, &#8220;Jack io faccio male; devi rallentare il ritmo quotidiano e darmi la attenzione che merito.&#8221; Anche se questo dialogo non va oltre, ho gi\u00e0 cominciato a liberare la difesa inconscia che \u00e8 depositata nella mia schiena. Questo dialogo pu\u00f2 continuare. Non solo posso liberare le mie parti corazzate, posso, attraverso le parti ora liberate, comunicare con altri aspetti di me che necessitano di nuovi movimenti, sentimenti e pensieri. Un altro modo di comprendere l&#8217;esperienza dell&#8217;essere liberati dalle nostre attitudini e posture passate, \u00e8 guardare al dolore che emerge come un evento speciale e trasformativo nel sistema nervoso. Secondo una dalle pi\u00f9 accettate spiegazioni della natura del dolore, la teoria della specificit\u00e0, un semplice stimolo esterno alle terminazioni nervose nel tessuto del muscolo procura una risposta condizionata generale esperienziate come dolore, ma questo non tiene conto del diretto contributo del tessuto locale (e della sua memoria muscolare all&#8217;esperienza del dolore). Ci\u00f2 che \u00e8 percepito come dolore dipende non soltanto dalla risposta del cervello (e di conseguenza dalle successive risposte generalizzate dell&#8217;intero sistema) ma anche da come il tessuto locale permette allo stimolo di essere ricevuto nel sistema. La teoria della specificit\u00e0 non considera adeguatamente il ruolo della corazzatura e della liberazione dalla corazzatura nel determinare la reattivit\u00e0 allo stimolo. Un modo alternativo di considerare il dolore \u00e8 vedere il sistema nervoso come un unit\u00e0 reciproca in cui cambiamenti in una sua parte agiscono in tutte le altre. L&#8217;attivit\u00e0 nervosa generale a non \u00e8 solamente controllata dal tronco del cervello, ma centri pi\u00f9 bassi giocano anche un ruolo critico. Secondo questa visione, come abbiamo detto, il sistema nervoso \u00e8 considerato come un dispositivo complesso di porte che si aprono e chiudono ch\u00e9 gli stimoli attraversano i recettori locali. Ci\u00f2 che io sento localmente non dipende semplicemente dalla risposta del solo cervello, ma anche da come il tessuto locale controlla queste porte. \u00c8 come se le porte in una certa parte del corpo-mente fossero &#8220;predisposte&#8221; da una esperienza precedentemente dolorosa, predisposta da una corazzatura protettiva che &#8220;congela&#8221; il tessuto nel muscolo ed intorno al muscolo. Se la corazzatura dovesse essere considerata permanente e inalterabile, la teoria della specificit\u00e0 dello stimolo semplice e della risposta potrebbe giustificare molto del nostro comportamento &#8220;bloccato,&#8221; poich\u00e9 le porte rimarrebbero nelle loro posizione abituali e la loro influenza sarebbe sempre la stessa. Comunque, durante il processo della liberazione della nostra corazzatura, attraverso, lavoro corporeo profondo, sembra che siamo in grado di &#8220;riaprire&#8221; alcune delle soglie precedentemente predisposte dalle nostre esperienze. In questa visione, quando il terapista penetra le difese del corpo, il tessuto \u00e8 ristimolato e il cliente pu\u00f2 riesperienziare i ricordi, gli eventi contenuti e trattenuti nei muscoli. Sembra che quando abbiamo la volont\u00e0 di riesperienziare pienamente il nostro dolore passato, iniziamo un processo di permanente vera dissoluzione anche della nostra pi\u00f9 vecchia e caparbia corazzatura. Da quel momento in poi le soglie non sono pi\u00f9 predisposte per nuovi generi di esperienze integranti. L&#8217;Integrazione Posturale a \u00e8 un completo e sistematico processo attraverso cui possiamo scoprire l&#8217;unit\u00e0 dei nostri s\u00e9 esterno ed interno, trovare un livello bilanciato per il caricare e lo scaricare l&#8217;energia, e affermare (contattare, riconoscere, appropriarsi) il nostro passato e l&#8217;esperienza presente. Essa pu\u00f2 essere concepita come un processo in dieci sedute &#8212; sebbene molte persone possono richiedere pi\u00f9 sedute &#8212; in cui ciascuna parte del corpo-mente \u00e8 liberata dalla sua corazzatura e integrata nell&#8217;intera struttura. Durante le prime sette sedute, le gambe, le pelvi, il torso, le braccia e la testa sono liberati completamente e profondamente, e poi, nelle tre sedute finali vengono accuratamente messi in relazione armoniosa gli uni con gli altri. ch\u00e9 la nostra corazzatura difensiva basilare si dissolve, un fenomeno di rilievo accade: il tessuto corporeo diventa marcatamente pi\u00f9 soffice, pi\u00f9 consistente, ed anche pi\u00f9 malleabile. Ci\u00f2 pu\u00f2 essere sentito dallo strato dei muscoli superficiali fino a quello degli estrinseci, e anche il tessuto profondo che avvolge i muscoli intrinseci \u00e9 pi\u00f9 disponibile e reattivo. Con questa liberazione il corpo comincia a trovare nuove proporzioni. Fianchi ampi diventano pi\u00f9 stretti, torsi piccoli si espandono, torsi si allungano, facce si rilassano glutei si riempiono e si arrotondano. In alcuni casi si pu\u00f2 crescere fino a quattro cinque centimetri in altezza ed allargare il petto di sette o otto centimetri di circonferenza. Contemporaneamente le emozioni ed i pensieri sono divenuti pi\u00f9 flessibili. Si riesce a piangere, ad urlare, a ridere, a cantare, a lamentarsi pi\u00f9 facilmente, ed i pensieri irrompono, liberati dai loro vecchi limiti. Durante la fase finale del processo, d&#8217;integrazione, l&#8217;integratore ci aiuta a a stabilizzare il respiro, a distribuire l&#8217;energia, ad armonizzare e renderci pi\u00f9 coscienti dei movimenti del corpo, e ridirigere le nostre emozioni ed i nostri pensieri. La liberazione e l&#8217;integrazione del s\u00e9 attraverso l&#8217;Integrazione Posturale, \u00e8 un esperienza potente, riorientante. Ci\u00f2 non significa che non avremo pi\u00f9 difficolt\u00e0 o non sentiremo pi\u00f9 tensioni. C&#8217;\u00e8 un bisogno continuo in noi di esprimere le nostre angosce e le nostre frustrazioni, ma ora potremo pi\u00f9 facilmente riconoscerle, affrontarle e lasciarle andare.<\/p>\n\n\n\n<p>Copyright Jack Painter, 1985<\/p>\n\n\n\n<p>Traduzione Dr. Massimo Soldati<\/p>\n\n\n<p><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Jack Painter presenta la Integrazione Posturale<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":11403,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_bbp_topic_count":0,"_bbp_reply_count":0,"_bbp_total_topic_count":0,"_bbp_total_reply_count":0,"_bbp_voice_count":0,"_bbp_anonymous_reply_count":0,"_bbp_topic_count_hidden":0,"_bbp_reply_count_hidden":0,"_bbp_forum_subforum_count":0,"pmpro_default_level":0,"_vibebp_attr":"","_vibebp_dimensions":"","_vibebp_responsive_height":"","_vibebp_accordion_ie_support":""},"categories":[144,99,55],"tags":[62,143,79,125],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v20.6 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Integrazione Posturale Trasformazione dell&#039;Intero S\u00e9 &bull;<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.integrazioneposturale.com\/wp134\/jack-painter-integrazione-posturale-trasformazione-dellintero-se\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Integrazione Posturale Trasformazione dell&#039;Intero S\u00e9 &bull;\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Jack Painter presenta la Integrazione Posturale\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.integrazioneposturale.com\/wp134\/jack-painter-integrazione-posturale-trasformazione-dellintero-se\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Integrazione Posturale Transpersonale\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/Integrazione.Posturale\/\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2020-03-23T18:56:09+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2020-04-01T22:05:57+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.integrazioneposturale.com\/wp134\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/jack-W.-Painter.png\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"775\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"436\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/png\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"AIPT\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"AIPT\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"23 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\/\/www.integrazioneposturale.com\/wp134\/jack-painter-integrazione-posturale-trasformazione-dellintero-se\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.integrazioneposturale.com\/wp134\/jack-painter-integrazione-posturale-trasformazione-dellintero-se\/\"},\"author\":{\"name\":\"AIPT\",\"@id\":\"https:\/\/www.integrazioneposturale.com\/wp134\/#\/schema\/person\/0a1cd22c040f0441ca5f72723366455c\"},\"headline\":\"Integrazione Posturale Trasformazione dell&#8217;Intero S\u00e9\",\"datePublished\":\"2020-03-23T18:56:09+00:00\",\"dateModified\":\"2020-04-01T22:05:57+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.integrazioneposturale.com\/wp134\/jack-painter-integrazione-posturale-trasformazione-dellintero-se\/\"},\"wordCount\":4700,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/www.integrazioneposturale.com\/wp134\/#organization\"},\"keywords\":[\"integrazione posturale\",\"Jack Painter\",\"Jack W. 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